Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che modifica le regole sull’imputabilità penale dei giovani tra i 14 e i 18 anni. Finora spettava al giudice accertare nei singoli casi la capacità del minore di intendere e di volere. Con il nuovo provvedimento, questa capacità si presume per i minorenni, salvo che venga dimostrato il contrario. La norma inverte quindi l’onere della prova ed è stata motivata dal governo con l’obiettivo di facilitare le indagini e fronteggiare l’aumento della criminalità minorile. Secondo la premier Giorgia Meloni, chi commette reati deve rispondere sempre delle proprie azioni, anche se ha meno di 18 anni. La premier ha inoltre annunciato nuove misure, fra cui l’arresto per i minorenni trovati con armi e pene più severe contro la diffusione di coltelli e i danneggiamenti di gruppo.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spiegato che la presunzione non è assoluta ma relativa, poiché resta possibile fornire prova contraria. L’età per l’imputabilità penale non viene abbassata e non sono previste pene più dure. La novità riguarda solo il procedimento per stabilire la responsabilità.

Il disegno di legge ha suscitato critiche dall’opposizione. Per Matteo Mauri del Partito Democratico, la norma criminalizza un’intera generazione, preferendo la repressione all’analisi delle cause del disagio giovanile. La capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, ritiene che il governo sia forte con i deboli e debole con i forti. Angelo Bonelli di Europa Verde parla di deriva autoritaria e accusa il governo di aver aumentato la criminalità minorile nonostante numerosi decreti sicurezza.

Anche Save the Children mette in guardia dal rischio di equiparare sistematicamente minori e adulti nella giustizia penale, sottolineando che i dati mostrano una diminuzione delle sentenze di non luogo a procedere per immaturità tra i minori dai 14 ai 18 anni, passate da 256 nel 2004 a 60 nel 2024.

Sul fronte delle altre proposte in materia di giustizia, la ministra del Lavoro Marina Calderone ha escluso che vi siano allo studio modifiche alla legge sulla responsabilità delle aziende per la sicurezza sul lavoro.