Si è conclusa con lo sbarco degli ultimi 28 passeggeri nel porto di Granadilla, a Tenerife, l’evacuazione della nave da crociera Hondius, centro di un focolaio di hantavirus che ha provocato tre decessi e sette contagi confermati. L’operazione, guidata dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal governo spagnolo, ha visto il trasferimento e rimpatrio di oltre 140 passeggeri di 23 nazionalità in 36 ore, nonostante difficoltà logistiche e il peggioramento delle condizioni meteo. Restano attivi nuovi controlli dato il periodo d’incubazione del virus fino a 42 giorni.
Fra i rimpatriati, sono emersi casi tra cittadini di diversi Paesi. In Francia una passeggera è ricoverata in terapia intensiva dopo il peggioramento delle condizioni post-rientro e rappresenta il primo caso francese legato al focolaio; gli altri francesi evacuati si trovano in isolamento. Negli Stati Uniti, uno dei 17 cittadini rimpatriati è risultato leggermente positivo alla variante andina del virus — trasmissibile tra umani — e assieme a un altro passeggero con sintomi lievi è monitorato in Nebraska. In Germania quattro cittadini sono asintomatici e in quarantena, come pure un cittadino greco presso l’Ospedale Attikon di Atene. Un paziente spagnolo, risultato positivo in modo provvisorio, è isolato all’ospedale Gomez Ulla di Madrid assieme ad altri 13 connazionali asintomatici.
Anche in Italia sono in osservazione quattro persone: due marittimi, un uomo di Torre del Greco e uno di Villa San Giovanni, posti in quarantena obbligatoria di 45 giorni poiché a bordo dello stesso volo di una passeggera deceduta per hantavirus, e una donna di Firenze, sotto controllo fino all’8 giugno ma al momento asintomatica. Secondo l’ASL Napoli 3 Sud e le autorità locali, nessuno degli italiani coinvolti presenta sintomi riconducibili all’infezione.
Le autorità sanitarie internazionali, tra cui il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e il Ministero della Salute italiano, mantengono la sorveglianza e confermano che il rischio resta basso, pur invitando a mantenere alta l’attenzione. Il Ministero della Salute italiano ha in programma una circolare alle regioni e agli uffici di frontiera per indicare le misure di tracciamento e sorveglianza.
Sulla possibilità di un vaccino, Farmindustria sottolinea l’esistenza di strumenti tecnologici adeguati, pur ritenendo improbabile la necessità, vista la situazione ritenuta sotto controllo e circoscritta. I funzionari europei evidenziano la rapidità e l’efficienza della cooperazione tra autorità internazionali nella gestione dell’emergenza.
