Per il sesto anno consecutivo, l’Università La Sapienza di Roma si posiziona al primo posto mondiale per Lettere classiche e Storia antica secondo la classifica Qs World University Rankings by Subject 2026. L’Italia risulta il terzo paese dell’Unione Europea per numero di università inserite in classifica, dietro a Francia e Germania, e il secondo per numero totale di voci, superata solo dalla Germania. Sono 60 gli atenei italiani presenti, in crescita rispetto ai 56 dell’anno precedente, per un totale di 769 presenze tra singole discipline e grandi aree di studio. L’Italia è inoltre il settimo paese al mondo per atenei classificati.
Il sistema universitario italiano trova principale visibilità internazionale grazie agli atenei pubblici generalisti, che costituiscono il fulcro nazionale. L’Università di Bologna figura con 50 voci, seguita da La Sapienza (46) e dall’Università di Padova (40). Seguono Università degli Studi di Milano (38), Firenze (34), Napoli Federico II (31), Pisa (30) e Torino (29). Il Politecnico di Milano, con orientamento specialistico, conta 26 presenze. Nella top 20 mondiale, Bocconi e Politecnico di Milano guidano entrambe con quattro presenze, davanti a La Sapienza con tre. Politecnico di Torino ha due presenze, mentre Università di Bologna, Scuola Normale Superiore e Università Iuav di Venezia ne registrano una ciascuna. Nella top 50, il Politecnico di Milano è primo tra gli italiani con 10 presenze, seguito da Bologna (9), La Sapienza e Politecnico di Torino (6 ciascuno) e Bocconi (5).
Nella top 100, Bologna e La Sapienza hanno il maggior numero di presenze (26 ciascuna), davanti a Politecnico di Milano (15), Padova (12), Politecnico di Torino (10), Bocconi e Università di Milano (8 ciascuna). Al sud, tra quelle con più voci, compaiono l’Università e il Politecnico di Bari, l’Ateneo di Catania in Odontoiatria, la Federico II di Napoli in Ingegneria, Scienze veterinarie, Lettere classiche e Odontoiatria, nonché gli atenei di Salerno e Cagliari per Farmacia.
Nunzio Quacquarelli, presidente di QS, sottolinea che il sistema universitario italiano mostra eccellenze riconosciute a livello globale, ma presenta ancora disomogeneità nelle capacità di ricerca e difficoltà a consolidare i risultati su scala più ampia.
