Le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, la carenza di personale e le disuguaglianze tra territori mettono ancora a rischio il diritto alla salute in Italia. È quanto emerge dai due rapporti di Cittadinanzattiva presentati presso il Ministero della Salute. Dai dati analizzati sulle segnalazioni del 2024 (oltre 16mila), il 47,8% riguarda problemi di accesso, con liste d’attesa che arrivano fino a 360 giorni per una TAC, 720 per una colonscopia e 500 giorni per una prima visita specialistica. Nella fascia di priorità urgente, il tempo di attesa per una colonscopia supera per il 25% dei pazienti i 105 giorni, rispetto al limite delle 72 ore previsto. Tempi massimi ampiamente superati anche nella fascia differibile: fino a 147 giorni per una mammografia e 177 per visite dermatologiche.

Le richieste di Cittadinanzattiva alle Regioni per la verifica dell’applicazione della legge 107/2024 sulle liste d’attesa hanno avuto risposte incomplete: solo 8 Regioni hanno fornito i dati richiesti, mentre altre non hanno risposto o lo hanno fatto in modo parziale. Si evidenziano così forti disonmogeneità, con l’accesso alle cure ancora differente in base alla residenza. Mancano dati, monitoraggi adeguati di indicatori chiave e si riscontrano grandi differenze nei percorsi di tutela tra Nord e Sud.

Per i pazienti con malattie croniche o rare, l’accesso tempestivo alle cure è sempre più difficile, spesso porta a rinunce o spese elevate. Il 83,6% dei pazienti segnala i tempi d’attesa come principale problema e oltre la metà dichiara di aver rinunciato almeno ad una visita o esame nell’ultimo anno per indisponibilità delle prestazioni.

Tra le proposte avanzate da Cittadinanzattiva figurano l’urgente elaborazione di un nuovo Piano sanitario nazionale, investimenti su personale, prevenzione e digitale, rafforzamento dei servizi territoriali e operatività uniforme dei Livelli essenziali di assistenza 2017. L’associazione sottolinea poi la necessità di maggiore trasparenza, omogeneità nelle procedure di prenotazione e monitoraggio delle liste d’attesa, investimenti nelle infrastrutture digitali, formazione del personale e campagne di prevenzione.

Durante la presentazione, Francesco Saverio Mennini, del Ministero della Salute, ha evidenziato che, nonostante la percezione diffusa di difficoltà, i dati ufficiali documentano un aumento delle risorse e degli investimenti destinati a personale, prevenzione e infrastrutture sanitarie.