I deputati democratici della Camera hanno evitato di rispondere direttamente alle domande sulla recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che consente agli stati di vietare agli atleti transgender di partecipare a squadre o leghe che riflettano la loro identità di genere piuttosto che il sesso biologico. Secondo il deputato Jim McGovern (D-Mass.), su queste questioni si dedica troppo tempo e sarebbe più importante concentrarsi sulla disfunzione politica a Washington, sull’economia e su temi come il costo del carburante e le difficoltà quotidiane delle famiglie. Anche la deputata Sydney Kamlager-Dove (D-Calif.) ha ribadito che le cosiddette “guerre culturali” non aiutano concretamente la popolazione e distolgono l’attenzione da problemi essenziali come la nutrizione dei bambini. Dopo la sentenza, che ha confermato la validità delle leggi statali favorevoli a restrizioni per atleti transgender nelle competizioni femminili, diversi democratici hanno preferito parlare di questioni più ampie come il malfunzionamento del Congresso. Il deputato Seth Magaziner (D-R.I.) ha suggerito che la decisione su chi può partecipare alle competizioni sportive dovrebbe spettare a livello locale, coinvolgendo associazioni atletiche scolastiche, genitori e comunità, anziché essere gestita dal Congresso. Magaziner ha anche sottolineato come il Congresso dovrebbe concentrarsi su temi principali quali l’inflazione, la fine della guerra e la salvaguardia della democrazia. Solo pochi esponenti tra i democratici hanno espresso una critica diretta alla decisione della Corte Suprema: tra questi, la deputata Sarah Elfreth (D-Md.), che ha definito la sentenza “sfortunata” per molte persone negli Stati Uniti.
House Dems dodge questions on SCOTUS trans athlete ruling, shift blame to ‘culture wars’
