I Repubblicani della Camera degli Stati Uniti hanno presentato un ampio pacchetto di riforme elettorali in vista delle elezioni di metà mandato del 2026. La proposta, denominata Make Elections Great Again (MEGA) Act, mira a introdurre nuovi standard federali nelle elezioni nazionali, tra cui l’obbligo di presentare un documento d’identità con foto per votare e la necessità di dimostrare la cittadinanza al momento della registrazione. Il provvedimento riprende elementi già presenti nel Safeguarding American Voter Eligibility (SAVE) Act, promosso dal deputato texano Chip Roy.

La nuova normativa prevede anche il divieto del voto con scelta a graduatoria nelle elezioni federali, l’obbligo per gli Stati di utilizzare schede cartacee verificabili invece che sistemi elettronici e misure più rigorose per mantenere aggiornati gli elenchi degli elettori. Un altro aspetto importante è il limite posto al voto per corrispondenza: sarà vietato l’invio universale delle schede, che potranno essere ricevute solo su richiesta specifica degli elettori e dovranno arrivare entro il giorno delle elezioni per essere conteggiate. Inoltre, verrebbe vietato il cosiddetto “ballot harvesting”, ovvero la raccolta e consegna delle schede da parte di terzi.

I sostenitori, tra cui il presidente della Commissione Amministrazione della Camera, Bryan Steil, ritengono che queste misure rafforzeranno l’integrità del voto e la fiducia degli elettori. Alcuni gruppi progressisti e Democratici si oppongono, sostenendo che le leggi sull’obbligo di documento d’identità discriminano votanti appartenenti a minoranze, mentre organizzazioni come la Heritage Foundation rilevano che tali provvedimenti godono di ampio consenso nei sondaggi.

L’iniziativa legislativa arriva mentre i repubblicani si preparano a una stagione elettorale considerata difficile, storicamente caratterizzata da perdite del partito che detiene la maggioranza recente. I leader repubblicani hanno espresso ottimismo sulla possibilità di invertire questa tendenza. La Casa Bianca, contattata dai giornalisti, non ha fornito una posizione sul disegno di legge al momento della pubblicazione.