La Commissione europea ha imposto a Google due sanzioni per un totale di 890 milioni di euro, suddivise in 460 milioni per aver favorito i propri servizi nei risultati di Google Search e 430 milioni per restrizioni imposte agli sviluppatori di app su Google Play nel proporre canali di acquisto alternativi. Google ha ora 60 giorni per conformarsi alle decisioni; in caso contrario rischia una sanzione periodica fino al 5% del fatturato globale. Secondo la Commissione, la società avrebbe privilegiato nei risultati di ricerca servizi propri come shopping, hotel, trasporti e sport, rispetto a quelli dei concorrenti. Inoltre, sarebbero state poste limitazioni agli sviluppatori su come promuovere e vendere le proprie offerte tramite altri canali, inclusi app store di terze parti.
La Commissione chiede che Google garantisca equità e non discriminazione nei risultati di ricerca e consenta agli sviluppatori di app di promuovere liberamente le proprie offerte, anche al di fuori del Play Store. Sono stati riscontrati alcuni miglioramenti da parte di Google sulla presentazione dei propri servizi, che saranno comunque sottoposti a monitoraggio. Le decisioni odierne rappresentano la conclusione dell’indagine iniziata il 25 marzo 2024 e restano impugnabili da parte della società.
La vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera ha commentato che le misure adottate sono volte a garantire concorrenza e a tutelare l’innovazione nel mercato digitale, sostenendo che i prodotti di qualità dovrebbero emergere per i loro meriti e i consumatori europei devono poter essere informati sulle offerte più convenienti dagli sviluppatori di app. Anche Henna Virkkunen, titolare della Sovranità tecnologica, ha ribadito la determinazione dell’UE nell’applicare il Digital Markets Act per proteggere imprese e innovazione e garantire pari opportunità commerciali.
Google, per voce del presidente di Global Affairs Kent Walker, ha espresso contrarietà sostenendo che l’applicazione del Dma porta alla rimozione di funzionalità apprezzate, come prezzi istantanei e disponibilità per hotel, voli e ristoranti, e alla revisione delle protezioni di sicurezza su Google Play, accusando la regolamentazione di peggiorare i prodotti invece che migliorarli.
Maxi multa da 890 milioni a Google. La sanzione dell’Ue, nel mirino Search e Play Store
