Si è svolto all’Eliseo un importante vertice sulla crisi nello Stretto di Hormuz, con la partecipazione di Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia e rappresentanti di numerosi Paesi asiatici e istituzioni internazionali, tra cui l’Unione Europea e l’Organizzazione marittima internazionale. Cina e India hanno partecipato rispettivamente come osservatore e come delegazione.

Al centro della riunione, la proposta di lanciare una missione navale “difensiva” nello Stretto, da attivare stabilmente una volta raggiunto il cessate il fuoco. La Francia e la Gran Bretagna hanno ribadito la volontà di procedere senza il coinvolgimento diretto dei Paesi protagonisti del conflitto, mentre l’Italia ha auspicato un coordinamento più ampio con tutti gli attori regionali e internazionali. La Germania ritiene auspicabile anche la partecipazione statunitense, differenziandosi così dalla posizione di Parigi e Londra.

Il summit ha coinciso con l’annuncio da Teheran della riapertura dello Stretto dopo la tregua raggiunta in Libano, sebbene il blocco statunitense contro l’Iran resti in vigore. Durante la conferenza stampa, il presidente francese Macron ha sottolineato le gravi conseguenze globali del blocco iraniano e l’importanza della cooperazione internazionale per garantire la libertà di navigazione e la stabilità economica.

Il primo ministro britannico Starmer ha spiegato che la missione avrà finalità esclusivamente difensive e si attiverà solo a seguito del consolidamento del cessate il fuoco. Oltre una dozzina di Paesi hanno già manifestato la volontà di contribuire all’iniziativa, che punta a garantire il libero transito di gas, petrolio e fertilizzanti nel canale. I dettagli della forza multinazionale verranno definiti nella prossima riunione di pianificazione militare prevista a Londra.

Dal lato italiano, la premier Meloni ha confermato la disponibilità a mettere a disposizione unità navali, previo voto parlamentare e nel rispetto delle regole costituzionali. Il rappresentante tedesco Merz ha richiesto una solida base giuridica, proponendo una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Durante il summit, il presidente americano Trump ha fatto sapere tramite social che, ora che la situazione nello Stretto si è stabilizzata, gli Stati Uniti non intendono partecipare direttamente, criticando l’efficacia degli alleati NATO nell’emergenza.