La co-proprietaria dei Seattle Storm, Celeste Keaton, è stata sospesa dopo accuse di aver insultato giovani tifose che mostravano cartelli a sostegno di Sophie Cunningham durante una partita della WNBA. Gli striscioni lodavano Cunningham per aver preso posizione a difesa dello sport femminile. La vicenda è collegata a un recente caso mediatico che ha visto Sophie Cunningham, giocatrice delle Indiana Fever, dichiarare pubblicamente di voler tutelare le ragazze dallo sport competitivo contro atleti di sesso maschile. Cunningham, descrivendosi moderata politicamente, ha ribadito che il sesso biologico è un fatto reale, definendo la sua posizione come buon senso e rifiutando di scusarsi per le sue idee. Le parole di Cunningham hanno suscitato ampio dibattito e reazioni contrastanti sia tra i sostenitori che tra i detrattori. L’episodio si inserisce in una discussione nazionale sulla partecipazione di atleti transgender nelle competizioni femminili, anche alla luce di recenti sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti che riconoscono la possibilità per gli stati di proteggere lo sport femminile ai sensi del Title IX. L’associazione Alliance Defending Freedom ha sottolineato come queste decisioni offrano tutela alle atlete in 27 stati e aspiri a estendere la protezione al resto del Paese. Il dibattito resta acceso su equità e diritti, in un contesto in cui diverse atlete e famiglie chiedono regole chiare per le competizioni scolastiche e professionistiche.