Il governo italiano ha deciso di sospendere per un mese il regime di libera circolazione previsto dall’accordo di Schengen con la Spagna. Nei porti e aeroporti italiani verranno effettuati controlli “mirati e selettivi” sui cittadini extraeuropei provenienti dal territorio spagnolo, senza cambiamenti significativi per i cittadini spagnoli o europei in arrivo né per chi dall’Italia si reca in Spagna.

La misura è stata annunciata dopo le immagini dell’assalto di migranti all’enclave spagnola di Ceuta, in Marocco. Secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il provvedimento serve a “tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra nazione”. La decisione, adottata anche a seguito di valutazioni sulla possibile apertura di una nuova rotta migratoria verso l’Italia, ha provocato una crisi diplomatica con Madrid e la reazione della Commissione europea, che ha chiesto chiarimenti sulle motivazioni italiane.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha sottolineato la necessità di rispettare i trattati europei, mentre l’Unione Europea ha evidenziato che al momento da Ceuta non risultano flussi verso l’Italia e che sono già in vigore controlli adeguati sulle frontiere esterne.

Nel governo italiano si sottolinea la volontà di sostenere eventuali iniziative europee a favore della Spagna per il controllo dei flussi migratori alle sue frontiere esterne. Allo stesso tempo, si monitorano le azioni della presidenza irlandese di turno dell’Ue e si esamina il coordinamento europeo sulla crisi.

La reazione delle opposizioni italiane è stata fortemente critica: il Partito Democratico accusa l’esecutivo di demagogia e di abbandonare i reali problemi degli italiani, mentre il Movimento 5 Stelle parla di sciacallaggio e di incoerenza rispetto alle richieste fatte in passato dall’attuale governo. Altri partiti di opposizione contestano la reale necessità della sospensione di Schengen e la diffusione di notizie non corrette sulla situazione di Ceuta.

La misura, spiegano dalla Presidenza del Consiglio, avrà durata temporanea e punta a ridurre l’impatto sui flussi turistici estivi. Analoghi provvedimenti erano stati presi già in passato, ad esempio nei confronti della Slovenia sulla rotta balcanica.