Nove attivisti italiani sono stati fermati dalle forze israeliane al largo di Cipro durante la missione della Flotilla, che puntava a rompere il blocco navale israeliano verso Gaza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di seguire la vicenda attraverso le ambasciate e di aver chiesto il rilascio immediato dei connazionali e la tutela della loro sicurezza. La Farnesina ha intrapreso passi diplomatici presso il governo israeliano per ottenere garanzie sul trattamento degli italiani eventualmente fermati, ribadendo la richiesta di rispetto del diritto internazionale.
Secondo la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, le navi della Marina israeliana hanno circondato e abbordato almeno due delle otto imbarcazioni con bandiera italiana, e alcuni attivisti italiani sono già stati presi in custodia. L’organizzazione riferisce di avere perso i contatti con 23 imbarcazioni dopo l’azione israeliana in acque internazionali. Gli attivisti erano partiti da Marmaris, in Turchia, su 54 imbarcazioni con circa 500 partecipanti per tentare di stabilire un corridoio umanitario per Gaza.
Il sito israeliano Ynet e fonti dei media israeliani hanno riportato che i soldati dell’IDF hanno preso il controllo delle navi e che alcune sono state trasferite verso il porto israeliano di Ashdod. Il Governo israeliano ha descritto la Flotilla come una “provocazione” condotta da gruppi considerati ostili e ha ribadito che non sarà tollerata alcuna violazione del blocco navale su Gaza. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è complimentato con i militari coinvolti nell’operazione, elogiando il loro “lavoro eccezionale” nel prevenire un tentativo di infrangere l’isolamento di Hamas.
La Global Sumud Flotilla ha contestato la legalità dell’intercettazione, sostenendo in un comunicato stampa che l’attacco è avvenuto in alto mare, all’interno della zona di occupazione speciale di Cipro, e rappresenta una violazione del diritto marittimo internazionale e della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos). Nel comunicato si fa riferimento anche a un precedente episodio avvenuto due settimane prima vicino a Creta, durante il quale le forze israeliane avrebbero abbordato e trattenuto attivisti impegnati in analoghe missioni umanitarie.
Il ministero degli Esteri italiano e le rappresentanze diplomatiche continuano a monitorare la situazione, prestando assistenza agli attivisti italiani coinvolti.
