Il Consiglio dei Ministri ha approvato la proroga fino al 5 settembre del taglio delle accise sul gasolio, una misura dal costo stimato di circa 130 milioni di euro. Dopo questa data, il governo intende introdurre nuovi sostegni ‘selettivi sulla base del reddito’ per contrastare il caro carburante; le modalità saranno valutate nei prossimi giorni.

Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i prezzi medi dei carburanti continuano a salire. In modalità self-service, lungo la rete stradale nazionale, la benzina si attesta a 2,017 euro al litro e il gasolio a 2,137 euro, mentre in autostrada i prezzi raggiungono rispettivamente 2,092 euro e 2,208 euro al litro. La situazione è stata commentata anche dal leader della Lega Matteo Salvini, che ha espresso l’intenzione di prolungare e rafforzare nel tempo le misure contro il rincaro dei carburanti.

Confesercenti stima che durante i mesi di luglio e agosto, a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti, le famiglie italiane abbiano subito un aggravio di spesa di 1,8 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento dei costi per i rifornimenti del 21%. Nel luglio-agosto dell’anno precedente, la benzina costava in media 1,70 euro al litro e il gasolio 1,63 euro; nei mesi attuali si è superata la soglia dei 2 euro per entrambi. Un pieno da 50 litri comporta oggi una spesa superiore di circa 14 euro per una vettura a benzina e di oltre 20 euro per una diesel rispetto all’anno scorso.

La riduzione delle accise nel 2026 ha comportato un risparmio complessivo di circa 300 milioni di euro nei mesi estivi, beneficiando soprattutto il gasolio. In assenza di nuove risorse, lo sconto di 17 centesimi al litro verrebbe meno a settembre, gravando nuovamente sui prezzi alla pompa. Confesercenti sottolinea la necessità di interventi strutturali e non solo temporanei, evidenziando il rischio che l’aumento dei prezzi dei carburanti possa avere ripercussioni su tutta l’economia e sull’inflazione, soprattutto nel periodo autunnale.