Nell’Aula della Camera si è svolta la celebrazione del Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. All’evento hanno partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti dei due rami del Parlamento e le principali cariche istituzionali. La cerimonia si è aperta con un lungo applauso per Mattarella e ha visto la presenza di bandiere a mezz’asta in segno di lutto.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana, nel suo discorso, ha sottolineato come quella tragedia rappresenti un monito contro l’odio tra i popoli e le conseguenze dei conflitti armati. Fontana ha invitato a evitare discriminazioni e intolleranza, auspicando che la memoria collettiva del dramma venga rafforzata. Durante la cerimonia sono intervenuti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, Toni Concina dell’Associazione Dalmati, lo storico Gianni Oliva e l’olimpionico Abdon Pamich. È stato proiettato un estratto dal documentario “Il Marciatore” e sono stati letti brani dal libro dedicato a Francesco Bonifacio. Ha partecipato anche il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani.

L’evento è stato trasmesso in diretta da Rai1 e si è caratterizzato per l’esecuzione dell’inno nazionale, dell’inno europeo e di una sinfonia di Vivaldi a cura del Conservatorio di Trieste. Nell’ambito della cerimonia sono state premiate le scuole vincitrici del concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”, presenti anche i ministri Valditara e la giornalista Maria Antonietta Spadorcia. Nel corso della giornata, la facciata di Montecitorio è stata illuminata con il Tricolore.

Il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004, ricorda le vittime delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e le vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra, segnate dall’occupazione titina e da violenze contro civili italiani. La premier Meloni ha scritto che questa giornata serve a ricordare una pagina dolorosa spesso negata e che l’Italia non permetterà mai più che questa storia venga dimenticata. Matteo Salvini ha definito le foibe una delle pagine più tragiche del Novecento, ribadendo l’importanza del ricordo. Il ministro Piantedosi ha parlato di un atto di giustizia nel ricordare queste vittime e dell’esigenza di trasmettere questa consapevolezza alle nuove generazioni. Antonio Tajani ha legato la memoria delle foibe al rifiuto di ogni pulizia etnica.