Secondo la nutrizionista Erin Palinski-Wade, l’ambiente domestico e le condizioni circostanti del quartiere possono incidere direttamente sulla qualità del riposo. Dormire con familiari, animali domestici o in ambienti rumorosi tende a disturbare i ritmi del sonno. Tra le soluzioni suggerite per chi vive vicino a strade trafficate, vi è l’uso di macchine per il rumore bianco, tende oscuranti e la chiusura delle porte della camera, che aiutano a limitare le interferenze provenienti dall’esterno.

Uno studio condotto dall’Università Metropolitana di Osaka ha analizzato tramite intelligenza artificiale oltre 200.000 immagini di strade urbane di Tokyo, valutando caratteristiche come sicurezza percepita, presenza di verde, vivacità e chiusura degli spazi. L’indagine, su 1.089 lavoratori residenti ai piani bassi, ha riscontrato che chi vive in quartieri considerati più sicuri tende a dormire più a lungo. Elementi come alberi, verde urbano e la presenza di edifici alti, con pochi spazi aperti (‘enclosure’), sono associati a un sonno più duraturo e a minori sintomi di insonnia. Al contrario, zone molto pedonali con molte segnaletiche e traffico hanno fatto registrare sensazioni di minore sicurezza e sonno più breve, probabilmente a causa dell’affollamento.

Anche condizioni interne alla casa, come la temperatura delle stanze e il lasciare aperta o chiusa la porta della camera, possono influire sul livello di rumore percepito e quindi sulla qualità del sonno. Gli studiosi sottolineano che non è necessario cambiare abitazione, ma che abitudini regolari, come mantenere costante l’orario in cui ci si corica e ci si alza, anche nei giorni liberi, sono tra i fattori che più incidono positivamente sul sonno.

Lo studio prende in considerazione dati auto-riportati da adulti lavoratori di Tokyo che vivono ai piani più bassi, e le sue conclusioni possono non essere valide per chi abita ai piani alti o in zone suburbane e rurali.