Durante il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato che in Europa non c’è spazio per chi sfrutta i lavoratori e alimenta l’immigrazione clandestina per manodopera a basso costo. In un videomessaggio indirizzato al convegno organizzato da Fratelli d’Italia e dal gruppo ECR, Meloni ha ribadito la necessità di combattere lo sfruttamento e i traffici criminali, ritenendo queste pratiche contrarie al modello sociale europeo.
L’evento, tenuto vicino Charleroi, ha visto la partecipazione di una folta delegazione italiana, composta tra gli altri dal presidente del Senato Ignazio La Russa, dalla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, dal presidente del CNEL Renato Brunetta e dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. La delegazione ha sostenuto la richiesta di istituzione dell’8 agosto come Giornata europea per le vittime sul lavoro, iniziativa già approvata dall’Europarlamento e supportata dalla Commissione europea, ma ancora in attesa del via libera definitivo dai ventisette paesi membri.
Il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e altri rappresentanti hanno confermato l’impegno a porre la sicurezza sul lavoro e la tutela della persona al centro della progettualità europea. Meloni ha ricordato anche l’impegno di Mirko Tremaglia e delle istituzioni italiane nella promozione del riconoscimento della giornata, considerata simbolo del sacrificio dei lavoratori italiani all’estero. La Russa ha dichiarato che la dignità e la sicurezza sul lavoro sono traguardi ancora da raggiungere, mentre Calderone, con un ricordo personale del nonno minatore, ha parlato dell’8 agosto come momento di memoria attiva.
Interventi video sono arrivati anche dal premier belga Bart De Wever e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha descritto la tragedia come un evento che ha rafforzato la consapevolezza europea rispetto ai diritti e alla solidarietà. In Belgio è presente pure il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, il quale ha espresso una posizione differente, affermando che il governo dovrebbe concentrarsi su come trattenere i giovani in Italia, piuttosto che sulle politiche di chiusura delle frontiere.
