Il 25 marzo si è insediata la prima donna nominata arcivescova di Canterbury nella Chiesa anglicana, dopo la nomina avvenuta il 3 ottobre 2025. Durante il suo incontro con il Papa in Vaticano, è stata sottolineata l’importanza storica del dialogo tra il pontefice e la nuova primate anglicana, ruolo che le attribuisce uno status quasi omologo a quello del Papa, pur rimanendo il sovrano britannico (attualmente re Carlo) il capo supremo della Chiesa anglicana. L’incontro ha previsto una preghiera comune e la discussione sulle sfide ecumeniche esistenti tra le due confessioni, ricordando la ‘Dichiarazione comune’ del 1966, primo passo verso il percorso di riavvicinamento dopo lo scisma di Enrico VIII. Il Papa ha evidenziato i progressi fatti e le nuove difficoltà emerse, sottolineando la necessità di non arrendersi di fronte agli ostacoli, lavorando insieme per annunciare Cristo e cercare la piena comunione. L’arcivescova Sarah, sposata e con due figli, ha offerto in dono una copia antica del ‘Dream of Gerontius’ di san Henry Newman, segnando la volontà di mettere in risalto ciò che unisce piuttosto che ciò che divide. Rimangono però questioni irrisolte, tra cui il mancato riconoscimento degli ordini sacri anglicani da parte della Chiesa cattolica. Le due chiese hanno vissuto profondi cambiamenti, specialmente quella anglicana che dal 1994 ammette l’ordinazione delle donne. Sul tema dell’aborto, la nuova arcivescova adotta una posizione meno rigida rispetto alla linea pontificia. Entrambe le parti puntano alla collaborazione su questioni sociali e umanitarie, affrontando insieme le sfide del presente e delle guerre in corso. L’arcivescova Mullaly, inoltre, ha manifestato solidarietà al Papa, dopo le critiche ricevute dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.