Un sabotaggio a un traliccio della linea elettrica gestita da Terna è attualmente oggetto di indagine da parte di intelligence italiana e tedesca, Ros dei Carabinieri e Dda del Friuli Venezia Giulia. Il danno, riparato in pochi giorni, ha però rallentato l’attività dell’oleodotto Tal-Siot, infrastruttura sensibile che da Trieste rifornisce Austria, Baviera e Repubblica Ceca.
L’impianto, già colpito da un attentato nel 1972, è considerato particolarmente sorvegliato, soprattutto in questo momento storico. L’anomalia è emersa con la presenza di numerose petroliere ferme nel Golfo di Trieste in attesa di scaricare il greggio, situazione che il presidente di Siot, Alessandro Gorla, aveva attribuito a diversi fattori e alla necessità di massimizzare le scorte.
A marzo si è verificato un rallentamento della linea dovuto, secondo Tal, a ragioni tecniche sia interne che esterne, con la promessa del ritorno alla normalità al termine delle manutenzioni periodiche previste per aprile. Tuttavia, secondo alcuni media tedeschi, il rallentamento sarebbe stato causato dal taglio di un cavo elettrico presso una stazione di pompaggio in Carnia.
Tal ha smentito questa ipotesi, parlando di normale disservizio. L’azienda ha spiegato che il 25 marzo Terna aveva richiesto di scollegare l’impianto di Paluzza dalla rete elettrica per permettere la riparazione di un traliccio situato a 12 km di distanza. Smentite anche notizie di azioni esterne contro l’impianto.
Secondo fonti ANSA, la Dda di Trieste con il Ros dei carabinieri stanno comunque svolgendo accertamenti. Terna ha confermato che il 25 marzo ignoti hanno danneggiato un sostegno della linea elettrica tra Tolmezzo e Paluzza, nel Comune di Tolmezzo. Il danno non ha causato feriti o danni materiali rilevanti, ma ha comportato la temporanea interruzione della fornitura all’impianto SIOT di Paluzza durante i lavori di ripristino, senza impatto significativo sul servizio civile della zona. La situazione è tornata regolare il 29 marzo. L’accaduto, secondo quanto diffuso, non sarebbe frutto di un attacco informatico, ma di un danneggiamento fisico volontario e mirato.
