Papa Leone, durante la sua visita ad Annaba in Algeria, ha lanciato nuovi messaggi contro coloro che alimentano guerre e prepotenze. Dopo le dichiarazioni rivolte a Donald Trump, Leone ha sottolineato che il cuore di Dio non è con i potenti o i superbi, ma con i piccoli e gli umili, richiamando il valore delle azioni portate avanti quotidianamente nella Casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri, che ospita sia cristiani sia musulmani. Il Papa ha lodato la struttura per la convivenza e l’amicizia che vi si respira, definendola segno di speranza.

Nel corso dell’omelia, Leone ha invitato a non perdere la fiducia nella possibilità di una rinascita personale e collettiva, nonostante le difficoltà internazionali, ribadendo che Dio è amore e la riconciliazione passa dall’umiltà e dalla consapevolezza dell’orgoglio umano. Ha esortato a cercare pace e giustizia attraverso un cammino comune, sottolineando il ruolo della misericordia divina.

Alla messa, celebrata nella basilica di Sant’Agostino, erano presenti diversi cardinali, tra cui Jean-Paul Vesco di Algeri, Cristobal Lopez Romero di Rabat, Pietro Parolin, Luis Antonio Tagle, Robert Sarah, Peter Turkson, George Koovakad e il priore generale degli Agostiniani, padre Joseph Farrell.

A causa di pioggia e vento, la visita del Papa al sito archeologico di Annaba è stata ridotta. Durante la breve tappa tra i resti dell’antica Ippona, il Pontefice non ha tenuto discorsi ma ha piantato un ulivo, simbolo di pace. Sono stati ricordati i siti storici del luogo, come il foro romano e la Basilica Pacis, dove Sant’Agostino fu vescovo.

Al termine della liturgia, il Papa è ripartito dall’aeroporto di Annaba diretto verso Algeri.