Durante l’udienza generale, il Papa ha ribadito che la Chiesa interpreta la storia alla luce del Vangelo, denunciando il male in ogni sua forma e annunciando la salvezza che Cristo vuole per tutta l’umanità. Ha sottolineato che la Chiesa non annuncia se stessa, ma tutto in essa deve rimandare alla salvezza in Cristo. I cristiani vivono una storia di salvezza, ma percorrono una realtà segnata da maturazione del bene, ingiustizie e sofferenze, senza lasciarsi né illudere né scoraggiare. Proseguendo la riflessione sui documenti del Concilio Vaticano II, il Papa ha ricordato che la missione della Chiesa include il pronunciarsi chiaramente contro ciò che ostacola la vita e il suo sviluppo, schierandosi dalla parte dei poveri, degli sfruttati, delle vittime di violenza e guerra, e di tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. Ha inoltre evidenziato la necessità per la Chiesa di riconoscere la fragilità delle sue istituzioni, che pur essendo al servizio del Regno di Dio restano soggette ai limiti del mondo terreno. Le istituzioni ecclesiali, pertanto, devono continuamente rinnovarsi nelle forme e nelle strutture per restare fedeli alla loro missione.
Il Papa: ‘La Chiesa deve denunciare il male e annunciare la pace’
