Durante la conferenza di presentazione della Biennale Arte 2026, tenutasi al Teatro Piccolo dell’Arsenale, il presidente Pietrangelo Buttafuoco ha espresso gratitudine a istituzioni, città di Venezia, Regione Veneto, soprintendenza e Marina Militare. Ha citato le parole del presidente della Repubblica sull’importanza della libertà e audacia nell’arte, sottolineando che la Biennale si propone di mostrare e non giudicare, privilegiando il dialogo rispetto alla censura preventiva. Riguardo alla partecipazione della Russia, ha ricordato che la Biennale di Venezia è autonoma, come evidenziato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e ha ribadito il valore della libertà e dell’autonomia culturale.
L’ambasciatore russo in Italia, A.V. Paramonov, ha inaugurato il padiglione russo criticando le sanzioni europee contro la cultura russa e definendo “brutali diktat” le pressioni subite dall’Italia e dalla Biennale. Ha affermato che i legami culturali tra Italia e Russia sono storici e che la presenza del padiglione russo testimonia la volontà di dialogo attraverso arte e cultura. Paramonov ha inoltre spiegato che, a causa delle sanzioni, il padiglione russo sarà visitabile in presenza solo per quattro giorni di anteprima e successivamente solo in formato video. Il progetto esposto, “Albero Radicato nel Cielo”, si ispira ai temi dell’inclusione e dell’esclusione proposti da Koyo Kouoh, critica camerunese recentemente scomparsa.
Nel secondo giorno di pre-apertura su invito della 61° Esposizione, si sono registrate lunghe code ai Giardini e all’Arsenale, con tempi di attesa superiori a mezz’ora e in alcuni casi vicini all’ora, complice il maltempo. L’ufficio stampa ha reso noto che il regista russo Alexander Sokurov e la scrittrice palestinese Suad Amiry non parteciperanno alle serate programmate per la Biennale della Parola a causa di indisponibilità dell’ultima ora.
