A pochi giorni dal referendum si accende lo scontro tra opposizioni e governo a causa di una vicenda che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove. La polemica nasce da un articolo de Il Fatto Quotidiano in cui si racconta della società ‘Le 5 Forchette Srl’, di cui Delmastro deteneva una quota. Tra i soci figurava anche Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, attualmente in carcere a Viterbo con una condanna definitiva di 4 anni per fatti connessi a un’inchiesta della DDA di Roma sul clan camorristico Senese. La società era stata registrata a Biella e gestiva un ristorante in via Tuscolana a Roma, pubblicizzato da Mauro Caroccia sui social ad aprile 2025. Delmastro ha ceduto definitivamente la sua quota tra febbraio e marzo, dopo la sentenza della Cassazione nel procedimento contro Caroccia. Le opposizioni, tra cui PD, M5s e Avs, hanno chiesto chiarimenti alla premier Meloni e l’intervento della commissione Antimafia, domandando che la presidente Chiara Colosimo acquisisca gli atti riguardanti esponenti piemontesi di Fratelli d’Italia e la gestione della società con riferimenti ai Caroccia. Delmastro, condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Cospito, ha respinto le insinuazioni, sottolineando il proprio impegno contro la mafia e affermando di aver lasciato la società non appena scoperto il legame familiare di Miriam Caroccia. Secondo M5s, le spiegazioni di Delmastro sono insufficienti, ritenendo incredibile che una giovane di 18 anni potesse gestire la società autonomamente e sottolineando che la vicenda della famiglia Caroccia e del clan Senese era nota da tempo. Anche la deputata Elisabetta Piccolotti di Avs chiede chiarezza e annuncia che la questione sarà portata in commissione Antimafia.