Il governo ha prorogato il taglio alle accise sui carburanti fino a maggio, ma i prezzi alla pompa continuano a salire, con un impatto particolarmente forte per chi utilizza veicoli diesel. Gli ultimi dati del ministero dell’industria e del Made in Italy registrano, il sabato mattina, un prezzo medio nazionale della benzina self-service a 1,777 euro al litro, rispetto a 1,763 del giorno precedente, mentre il gasolio raggiunge 2,130 euro al litro, in aumento rispetto ai 2,096 del venerdì. Senza l’intervento del governo, questi aumenti sarebbero stati più marcati. La proroga delle misure costa 500 milioni di euro, coperti con fondi provenienti dalla tassazione ETS sulle emissioni e dall’aumento dell’IVA.

Dal conflitto in Medio Oriente, il ministero ha effettuato controlli su 1.900 distributori, portando a 104 denunce e a numerosi sequestri da parte della Guardia di Finanza. L’Unc ha dichiarato che il livello dei 2,1 euro per il gasolio è stato superato su tutto il territorio nazionale. L’associazione richiede una riduzione delle accise differenziata tra benzina e gasolio, in deroga alle normative europee sull’allineamento delle accise.

Gli elevati prezzi dei carburanti avranno una forte incidenza sugli spostamenti pasquali: secondo stime del Codacons, la spesa extra rispetto allo scorso anno sarà di 1,3 miliardi di euro. Per la Pasqua del 2025, l’aumento del costo del gasolio risulta pari al +30,2%, mentre per la benzina si attesta su un +2,7%. Su 60 milioni di veicoli previsti in circolazione durante le festività, circa il 40% utilizza gasolio e il 41,4% benzina.