Nel 2025 si sono registrate quasi 18.000 aggressioni a danno di operatori sanitari e socio-sanitari, coinvolgendo complessivamente 23.367 professionisti. Questi dati provengono dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, diffusa dal ministero della Salute in occasione della Giornata di prevenzione contro la violenza sugli operatori del settore. Rispetto al 2024, le segnalazioni registrano un lieve calo (18.392 nel 2024), ma aumenta il numero degli operatori aggrediti, passando da 22.000 a oltre 23.000. Gli autori delle aggressioni sono in maggioranza i pazienti, seguiti da familiari e caregiver. Le forme di violenza più frequenti sono quelle verbali (69%), seguite da quelle fisiche (25%) e da danni alla proprietà (6%). Le donne risultano maggiormente colpite, superando il 60% dei casi in molte regioni. Gli infermieri sono la categoria più esposta (55% dei casi), seguiti da medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%). Altre categorie colpite sono lavoratori non sanitari, addetti al front office (3%), vigilanti e soccorritori (9%). Le aggressioni avvengono soprattutto in contesti ospedalieri, in particolare nei Pronto Soccorso, nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) e nelle aree di degenza. Le segnalazioni provenienti dagli Istituti Penitenziari restano stabili rispetto all’anno precedente (428 contro 433). Un alto numero di segnalazioni potrebbe riflettere una maggiore attenzione e propensione alla denuncia piuttosto che un effettivo aumento degli episodi.