Il tumore del colon-retto è attualmente la principale causa di morte per cancro tra gli adulti sotto i 50 anni e la seconda negli Stati Uniti. Secondo l’American Cancer Society, il 45% dei nuovi casi riguarda persone con meno di 65 anni, contro il 27% del 1995. Negli ultimi anni si osservano diagnosi crescenti anche tra i ventenni, trentenni e quarantenni, sottolineando l’importanza di non trascurare i sintomi indipendentemente dall’età.

Le linee guida delle agenzie sanitarie statunitensi consigliano di iniziare gli screening a 45 anni e di continuarli fino a 75 per gli adulti a rischio medio. Gli esami sulle feci possono individuare tracce di sangue o alterazioni del DNA suggerendo la presenza di tumore; la frequenza raccomandata varia da uno a tre anni a seconda della tipologia di test. La colonscopia resta lo strumento principale perché permette sia la diagnosi precoce sia la prevenzione, identificando e rimuovendo polipi precancerosi; per chi è a rischio medio si consiglia ogni 10 anni.

L’esame della colonscopia può essere consigliato anche prima dei 45 anni in presenza di fattori di rischio come una forte storia familiare (un parente di primo grado con diagnosi prima dei 60 anni, o due parenti a qualunque età), alcune sindromi genetiche ereditarie come la sindrome di Lynch o la poliposi adenomatosa familiare (FAP) o in caso di malattie infiammatorie intestinali croniche (colite ulcerosa, morbo di Crohn). In queste categorie, le tempistiche e la frequenza delle colonscopie variano a seconda del rischio specifico, talvolta richiedendo controlli annuali a partire già dall’adolescenza.

I medici segnalano sintomi che non vanno ignorati e possono indicare la necessità di effettuare una colonscopia anticipata: sanguinamenti rettali, feci scure, presenza di sangue nelle feci, cambiamenti persistenti dell’alvo (come stitichezza o diarrea), anemia non spiegata, dolori o crampi addominali prolungati, calo di peso non giustificato, sensazione di svuotamento incompleto dell’intestino. In particolare il sanguinamento deve essere sempre valutato, anche nei giovani.

Molti dei tumori colorettali si sviluppano lentamente a partire da polipi e la prevenzione tramite screening è quindi cruciale. Gli esami consigliati per la popolazione a rischio medio sono generalmente coperti dall’assicurazione sanitaria statunitense senza costi aggiuntivi, mentre una colonscopia eseguita per diagnosticare sintomi può comportare franchigie o ticket a seconda del piano assicurativo.

Gli specialisti invitano a non sottovalutare sintomi nuovi o persistenti e a rivolgersi tempestivamente al medico: una diagnosi precoce può essere determinante.