La prescrizione sociale consiste nell’indirizzare i pazienti verso attività e servizi non clinici presenti nella comunità, come corsi di musica, arte, camminate di gruppo e attività all’aria aperta, al fine di migliorare la salute e il benessere. Questa pratica, sempre più diffusa a livello internazionale, nasce anche come risposta ai sistemi sanitari sovraccarichi e all’incremento della solitudine. Il modello più avanzato è quello del Regno Unito: dal 2019 il NHS offre la prescrizione sociale come parte di un piano da 6 miliardi di dollari, con oltre 5,5 milioni di prescrizioni emesse in cinque anni. I primi interventi hanno riguardato soprattutto consulenza abitativa e gestione del debito, ma sono frequenti anche attività in natura e coinvolgimento nelle arti.

Studi recenti evidenziano che la partecipazione regolare ad attività creative riduce il rischio di depressione, mentre l’ascolto di musica prima di un intervento chirurgico può diminuire l’uso di oppioidi e il dolore percepito. Tuttavia, rimane complesso quantificare in modo oggettivo i benefici della prescrizione sociale, dal momento che il successo può variare da persona a persona e spesso manca un gruppo di controllo per i confronti.

Anche nei Paesi Bassi sono attivi da anni programmi simili, che finanziano club ciclistici, visite museali e lezioni di tai chi. Negli Stati Uniti, alcune sperimentazioni sono in corso in California, Florida e Massachusetts; l’obiettivo dell’organizzazione Social Prescribing USA è garantire l’accesso a tali servizi a tutta la popolazione entro il 2035.

In Italia, la prescrizione sociale sta passando da esperimenti locali a un modello strutturato, con il sostegno dell’ISS e del Ministero della Salute. Si punta sull’integrazione tra servizi sanitari e risorse culturali, artistiche e sportive del territorio, con particolare attenzione alla “prescrizione culturale” (arte, musei, teatro), come indicato anche dal Cultural Welfare Center. Le Case di Comunità previste dal PNRR sono considerate luoghi ideali per attuare questo modello. L’OMS supporta l’adozione della prescrizione sociale per contrastare solitudine, patologie croniche e migliorare la qualità della vita. Tra i progetti italiani riconosciuti a livello europeo figurano iniziative dedicate alle persone con Alzheimer, ai bambini e alle persone con il Parkinson. Un esempio è il progetto “Music and Motherhood”, coordinato dall’OMS, che ha valutato interventi di canto di gruppo per madri con sintomi di depressione post partum, sperimentati anche in alcune città italiane.

La prescrizione sociale si configura così come un approccio innovativo e inclusivo, incentrato sulla relazione e sul coinvolgimento comunitario per promuovere il benessere globale.