Nel 2025 l’Italia ha rappresentato il 9,6% degli incidenti informatici a livello mondiale, registrando un incremento del 42% rispetto al 2024, secondo il Rapporto Clusit 2026. Gli attacchi hanno colpito soprattutto il settore governativo, militare e delle forze dell’ordine, con un aumento del 290% in valore assoluto rispetto all’anno precedente. L’attivismo, spesso legato a eventi geopolitici e conflitti in corso, ha visto la crescita più significativa tra le cause (+145%). L’intelligenza artificiale viene riconosciuta come fattore che moltiplica i rischi e ridisegna il panorama della cybersicurezza, dato che può potenziare la difesa ma allo stesso tempo creare nuove vulnerabilità e rafforzare le capacità degli attaccanti. Clusit sottolinea la necessità di strategie di prevenzione avanzate, monitoraggio continuo e progettazione resiliente. In Italia, nel 2025 sono stati registrati 507 incidenti contro i 357 del 2024. Gli attaccanti principali risultano i cybercriminali (61%) e gli attivisti (39%), mentre la percentuale di incidenti ricondotta a spionaggio-sabotaggio è molto bassa (0,4% rispetto al 3% globale). Gli attacchi DDoS, volti a mettere fuori uso i siti, sono i più frequenti (38,5% dei casi), mentre il ricorso a malware è diminuito al 23%. Globalmente, gli attacchi gravi sono aumentati del 49% toccando il record di 5.265 episodi nel 2025.