Il primo maggio entra in vigore l’accordo tra Unione Europea e Mercosur, sebbene in forma provvisoria in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia UE. L’intesa, raggiunta dopo 25 anni di trattative, interessa circa 700 milioni di consumatori e prevede l’eliminazione progressiva dei dazi su oltre il 91% delle merci esportate dall’UE verso il Mercosur, tra cui automobili, prodotti farmaceutici, vini, bevande alcoliche e olio d’oliva, oltre a molti prodotti agroalimentari. Sono previste anche misure per la riduzione delle barriere non tariffarie, norme comuni su valutazione della conformità, etichettatura, rispetto degli standard internazionali e apertura dei mercati degli appalti pubblici agli operatori europei. L’accordo tutela inoltre 344 indicazioni geografiche europee, tra cui Parmigiano Reggiano e Bordeaux, contro imitazioni nel mercato sudamericano. Non mancano critiche, in particolare dal settore agroalimentare europeo e dagli ambientalisti. Vi sono preoccupazioni sul possibile impatto dell’aumento delle importazioni sudamericane, seppur attenuate da sistemi di quote e clausole di salvaguardia. Francia e ambientalisti restano scettici, mentre la Commissione europea sottolinea i benefici per la competitività e la posizione strategica dell’UE. Sul versante Mercosur, i quattro paesi membri non hanno ancora raggiunto un’intesa sulla ripartizione delle quote preferenziali, ad esempio sulle 99.000 tonnellate di carne bovina con dazi ridotti. In assenza di un accordo, sarà adottato temporaneamente il principio “chi prima arriva, prima è servito” sulle assegnazioni. Intanto, l’Argentina guarda anche ad accordi bilaterali con gli Stati Uniti per l’export di carne. L’accordo UE-Mercosur stabilisce un quadro normativo comune con l’obiettivo di assicurare stabilità e prevedibilità nel lungo periodo e, per il blocco Mercosur, prevede la liberalizzazione dell’84% delle tariffe sulle esportazioni agroindustriali verso l’Europa, migliorando l’accesso ai mercati europei.