La variante K del virus influenzale A(H3N2) sta determinando un aumento e un anticipo dell’ondata epidemica influenzale rispetto agli anni precedenti. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, questa variante è oggi predominante e si distingue per una maggiore capacità di trasmissione. Nello specifico, nella scorsa settimana il sistema di sorveglianza RespiVirNet ha registrato oltre 816.000 casi di sindromi respiratorie acute, circa 100.000 in più della settimana precedente. Nonostante ciò, le manifestazioni cliniche non risultano più gravi rispetto al passato. La diffusione della variante K avviene in un periodo complesso, caratterizzato dalla presenza di altri virus respiratori e da una popolazione meno esposta alle influenze degli ultimi anni, elemento che rende alcune persone più vulnerabili. Gli esperti sottolineano l’importanza della vaccinazione, consigliata soprattutto ai più fragili per limitare le complicanze e l’impatto sul sistema sanitario. L’Istituto Superiore di Sanità evidenzia che la variante K presenta mutazioni diverse rispetto ai ceppi inseriti nel vaccino attuale, ma le stime iniziali indicano che i vaccini proposti rimangono efficaci nella protezione dalle ospedalizzazioni, anche se resta incerta la protezione contro i sintomi della malattia.
Influenza, cosa sapere sulla nuova variante K: più contagiosa, ma finora non è più grave
