L’Iran ha rinnovato le accuse contro Italia e Romania di complicità nelle presunte aggressioni contro il proprio Paese, citando direttamente dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte. In risposta, la premier Giorgia Meloni ha ribadito che l’Italia non ha partecipato a conflitti in Iran e che il governo ha agito nel rispetto di quanto dichiarato in Parlamento. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha contattato il suo omologo iraniano per precisare che l’Italia non ha mai autorizzato l’uso delle sue basi per operazioni belliche contro Teheran, chiarendo l’equivoco. Rutte stesso, in seguito, ha confermato che l’Italia ha rispettato gli accordi bilaterali con gli Stati Uniti e non è andata oltre tali intese. La situazione ha suscitato discussioni politiche interne, alimentate sia dalle parole di Rutte sia dalle richieste dell’opposizione che chiede ulteriori chiarimenti alla premier. Nel dibattito, il ministro della Difesa Crosetto ha sottolineato i rischi di una comunicazione imprecisa su questioni di sicurezza internazionale e ha invitato a mantenere responsabilità e prudenza nelle dichiarazioni pubbliche. Secondo Crosetto, i voli dalle basi militari italiane riguardano solo attività tecniche e logistiche, e non azioni offensive, rimanendo nei limiti della Costituzione e dei trattati internazionali. L’opposizione però continua a chiedere trasparenza, soprattutto sulla natura degli accordi sulle basi, inoltrando la richiesta che sia la presidente del Consiglio a riferire in Parlamento.
Iran, Meloni a Rutte: ‘Solo confusione, serve prudenza’. Teheran cavalca il caso
