Il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Jim Jordan (repubblicano dell’Ohio), ha inviato una segnalazione penale contro l’ex procuratore speciale Jack Smith. Secondo Jordan, Smith avrebbe fornito testimonianze false durante una deposizione di dicembre dinanzi alla Commissione, dichiarando che né lui né la sua squadra avevano avuto accesso al contenuto dei messaggi di testo di membri del Congresso nell’ambito delle sue indagini su Donald Trump. Nuovi documenti, però, indicherebbero che il team di Smith ha effettivamente letto i messaggi di 44 parlamentari di entrambi gli schieramenti e di membri dello staff della Casa Bianca durante l’inchiesta. Tra i parlamentari coinvolti figurano anche Jim Jordan, Chuck Grassley, Susan Collins, Steve Scalise, Cory Booker e il defunto Lindsey Graham. Anche ex funzionari dell’amministrazione Trump, come Mike Pence, Stephen Miller, Kash Patel e Ivanka Trump, sono stati coinvolti.
Jordan sostiene che la condotta di Smith sia stata deliberatamente indirizzata a ostacolare la supervisione del Congresso, ponendosi potenzialmente fuori legge. La segnalazione invita il Dipartimento di Giustizia a valutare la possibilità di procedere penalmente. I documenti rilasciati la scorsa settimana dal Senato, a firma del senatore Chuck Grassley (repubblicano dello Iowa), mostrano inoltre che il team di Smith avrebbe violato i protocolli investigativi accedendo a tali messaggi senza il vaglio di un ‘filter team’, procedura prevista per proteggere informazioni privilegiate.
Durante le indagini, Smith aveva dichiarato che erano stati richiesti solo i ‘toll records’, ovvero i dati sulle chiamate telefoniche effettuate o ricevute, senza accesso al contenuto delle comunicazioni. Smith nega ogni illecito. Il Dipartimento di Giustizia non ha rilasciato dichiarazioni immediate sulla vicenda.
