Durante la presentazione dell’83esima Mostra d’arte cinematografica di Venezia, il direttore Alberto Barbera ha ribadito il ruolo del cinema come mezzo privilegiato per comprendere il reale. Nonostante il taglio di due milioni di euro da parte della Commissione europea, Barbera e il presidente Pietrangelo Buttafuoco hanno assicurato che le attività della Biennale non subiranno conseguenze. Quest’anno, il cinema italiano si distingue con cinque film in gara per il Leone d’oro, tra cui ‘Succederà questa notte’ di Nanni Moretti, che torna al festival dopo 37 anni da ‘Palombella rossa’, ‘Ritorno a Buenos Aires’ di Marco Bechis, ‘Il fuoco che ti porti dentro’ di Edoardo De Angelis, ‘The Echo Chamber’ di Andrea Pallaoro da una sceneggiatura di Bertolucci e ‘L’estranea’ di Paolo Strippoli. Numerosi altri titoli italiani sono presenti nelle diverse sezioni della rassegna.

Sul fronte della partecipazione femminile, Barbera ha segnalato un significativo calo: nel concorso principale è presente una sola regista donna, la danese-egiziana May el-Toukhy con ‘Woman Unknown’, rispetto alle tre dello scorso anno. Il direttore ha definito “inquietante” questa diminuzione, legandola a un minor numero di film diretti da donne fra quelli sottoposti alla selezione.

I temi più rilevanti dell’attualità trovano spazio nei film: guerre, cambiamento climatico, migrazioni, tensioni sociali e familiari, oltre all’eredità degli eventi storici. Opere ambientate a Gaza come ‘Conversation With the Sea’ di Muayad Alayan e ‘Citizen Osama’ di Ahmed Hassouna, o i lavori di autori israeliani come Amos Gitai con ‘Road to Jericho’, offrono uno sguardo sulle crisi contemporanee. Sergei Loznitsa, con ‘Imperium’, esplora l’Unione Sovietica attraverso materiali d’archivio italiani. Laura Poitras e Rachel Mueller, nel cortometraggio ‘They’re Here’, ritornano alle proteste di Minneapolis contro l’ICE e alla vicenda di Renee Good. Alex Gibney propone un documentario su Elon Musk, e Lance Oppenheim si cimenta nella sua prima fiction con ‘Primetime’, storia vera di un giornalista impegnato contro le reti di pedofilia negli USA.

In concorso anche numerosi maestri internazionali: Danny Boyle apre con ‘Ink’, dedicato a Rupert Murdoch; Werner Herzog presenta ‘Bucking Fastard’, interpretato da Rooney e Kate Mara; Hirokazu Kore-eda è in gara con ‘Look Back’, mentre Lee Chang-Dong propone ‘Possible Love’, ispirato a un capitolo del decalogo di Kieslowski. Fra gli ospiti attesi figurano George Clooney ed Ellen Burstyn, entrambi premiati con il Leone d’oro alla carriera. Prevista anche la presenza degli Oasis, protagonisti del documentario sulla loro reunion ‘Don’t Look Back in Anger’, Russell Crowe con un film concerto/confessione, e Penelope Cruz e Javier Bardem nel film ‘Bunker’.

Alcuni dei più noti registi statunitensi sono presenti, come Casey Affleck con ‘Company’, ma continuano a mancare i grandi blockbuster hollywoodiani. Barbera ha spiegato che molti titoli molto attesi non erano pronti o disponibili per questa edizione, tra cui il nuovo film di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise, il seguito di ‘The Social Network’ di Aaron Sorkin e il nuovo lavoro di David Fincher collegato a Tarantino.