La Camera ha approvato in via definitiva il decreto Ponte, che stabilisce le nuove procedure per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Il provvedimento, passato con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti, fa seguito a rilievi della Corte dei Conti, che aveva bocciato la precedente approvazione del Cipess. Il decreto affida al ministero delle Infrastrutture compiti relativi all’aggiornamento del piano economico-finanziario, ai pareri tecnici e alle verifiche ambientali, oltre ai rapporti con la Commissione europea. L’amministratore delegato di Rfi sarà nominato commissario straordinario per le opere ferroviarie collegate, operando con poteri speciali per velocizzare gli interventi.

I fondi per il Ponte vengono riprogrammati: 2,787 miliardi di euro sono spostati dal periodo 2026-2029 a quello 2030-2034. Nel complesso, lo stanziamento è di 14,442 miliardi di euro. Il provvedimento comprende anche misure per la sicurezza e l’adeguamento del traforo del Gran Sasso e delle autostrade A24 e A25, interventi per gli Europei di calcio 2032, la linea C della metropolitana di Roma e iniziative per la laguna di Venezia.

Il voto ha visto il sostegno della maggioranza e l’opposizione del centrosinistra. Tra le critiche, Nicola Fratoianni di Avs ha definito il progetto “ideologico” e Marco Simiani del PD ha sollevato dubbi sull’effettiva possibilità di realizzazione dell’opera. In difesa del decreto, Aldo Mattia di FdI ha sottolineato l’obiettivo di modernizzare le infrastrutture e il valore occupazionale delle grandi opere.