Nella notte, Ismaele La Vardera, deputato regionale siciliano di Controcorrente, ha ricevuto un messaggio su Whatsapp dalla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni. In allegato vi era un video già pubblicato il giorno precedente, accompagnato dal commento: ‘che modo vergognoso di fare politica, il cambiamento…’. La Vardera ha reso pubblico lo scambio attraverso un post su Facebook, nel quale critica l’impugnativa del governo nazionale contro una legge regionale siciliana che stanziava ristori ai territori colpiti dal ciclone Harry avvenuto a gennaio. Secondo La Vardera, il provvedimento del governo sembra una ritorsione nei confronti di una regione che aveva votato in maggioranza ‘no’ al recente referendum.

Nel messaggio di Meloni, si legge: ‘La ritorsione??? Io veramente non ho parole. E ora che faccio quindi, mi metto a impugnare le leggi di quasi tutte le regioni italiane? Che modo vergognoso di fare politica. Il cambiamento…’. La Vardera ha replicato affermando che la sua era una critica politica legittima, condivisa anche dall’opposizione. Ha inoltre invitato la presidente a ricordare i toni usati quando era all’opposizione e le ha chiesto di non utilizzare un doppio standard tra Roma e la Sicilia.

Il Consiglio dei ministri aveva impugnato la legge regionale che prevedeva 40,8 milioni di euro di ristori per i danni causati dal ciclone, motivando la decisione con la presenza di disposizioni in contrasto con la normativa statale su previdenza sociale e tutela della concorrenza, e per la violazione dell’articolo 117 della Costituzione.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita ha sottolineato come sia significativo che la presidente del Consiglio trovi il tempo per rispondere personalmente a un video di La Vardera durante momenti internazionali e nazionali delicati. La senatrice di Italia Viva Dafne Musolino ha invece affermato che scrivere messaggi notturni in risposta a una critica politica evidenzia una difficoltà a rispettare le regole istituzionali di base.