Al Museo Nazionale d’Abruzzo, dal 26 giugno al 26 settembre, sarà possibile visitare la mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra. L’esposizione celebra il ritorno della Visitazione di Raffaello dopo oltre quattro secoli e riunisce dipinti, disegni, stampe, modelli architettonici e documenti, inclusa la Visitazione di Pontormo da Carmignano.

A Roma, dal 23 giugno, prende il via l’omaggio a Umberto Eco nel decennale della morte: la Società Dante Alighieri e la Fondazione Umberto Eco propongono la mostra “Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione”. L’esposizione ospita tavole originali di Milo Manara, elementi di scenografia del film “Il nome della rosa”, testimonianze del Gruppo 63 e collaborazioni di Eco. Il percorso comprende anche materiali audiovisivi, un plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero e filmati d’archivio.

Sempre nella capitale, ai Musei Capitolini Centrale Montemartini, dal 26 giugno al 15 novembre va in scena “Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale”. La mostra presenta materiali inediti dell’Istituto Luce, fotografie, documenti e abiti tra gli anni Trenta e Settanta, includendo maison come Valentino e Fendi, sartorie teatrali, realtà artigianali e industrie tessili.

A Palermo, il Museo Civico di Castelbuono propone il progetto “Maxiprocesso” di Maria D. Rapicavoli. Sono esposte trenta fotografie dedicate ai faldoni del Maxiprocesso, che raccontano il grande lavoro di raccolta dati, interrogatori e documentazione delle attività di Cosa Nostra, svolto dal pool antimafia coordinato da Giovanni Falcone. Dopo l’esposizione al Palazzo di Giustizia dal 26 giugno al 30 settembre, la mostra continuerà presso il Museo Civico e in altre sedi.

A Foligno, il Centro Italiano Arte Contemporanea dal 28 giugno al 27 settembre ospita “Guidi – Tancredi. Un nodo invisibile”, che mette a confronto oltre 70 opere di Virgilio Guidi, concentrate sugli anni Venti e Trenta, con quelle di Tancredi Parmeggiani degli anni Cinquanta e Sessanta, esplorando i legami nascosti tra i due artisti.

Infine, a Sirmione, al Museo Archeologico Nazionale, è visitabile fino al 4 ottobre “Frammenti”, personale di Francesco Paterlini. L’esposizione presenta dieci sculture in pietra e terracotta che riflettono sul tema del frammento, tutte prive di titolo e in dialogo con la collezione permanente del museo.