L’Europa si prepara a rafforzare il proprio ruolo in Medio Oriente e nel Golfo, dopo aver accolto favorevolmente il ritorno alla diplomazia nella regione. Un recente accordo tra Stati Uniti e Iran ha aperto la strada a una possibile missione per la sicurezza nello Stretto di Hormuz, richiesta da tempo da Washington ma rimasta in sospeso per la mancanza di un cessate il fuoco e di un’intesa tra le parti coinvolte. Il vertice del G7 a Evian ha registrato un ritorno di collaborazione tra Europa e Stati Uniti, con la Francia pronta a partecipare insieme ad altri 20 Paesi per garantire la libertà di navigazione nello Stretto. La questione verrà ora discussa a Bruxelles durante il summit dei 27 Paesi dell’UE, dove la bozza di conclusioni sottolinea la necessità di tornare alla situazione pre-conflitto e di evitare qualsiasi cambiamento nella governance dello Stretto di Hormuz. Bruxelles ribadisce che non accetterà alcun pedaggio imposto da Teheran e mira a contribuire anche attraverso l’operazione marittima Aspides, chiedendo il rafforzamento di quest’ultima per la stabilizzazione dell’area. Tuttavia, le modalità e i tempi della missione europea restano da definire e dipendono dai processi legislativi nazionali. Francia e Regno Unito spingono per un rapido intervento, mentre la premier italiana Giorgia Meloni si mostra più prudente e ricorda che ci sono ancora sessanta giorni dalla firma dell’accordo USA-Iran per stabilire le modalità di intervento. Intanto, la nave italiana ‘Grande Torino’, ferma nello Stretto, potrà lasciare l’area grazie alle rassicurazioni ricevute dal ministro degli Esteri iraniano. La situazione nello Stretto di Hormuz è ancora critica, con un traffico marittimo molto ridotto rispetto ai livelli pre-conflitto e numerose petroliere ancora bloccate. La ripresa del flusso di gas e petrolio verso l’Europa potrebbe richiedere diversi mesi. Il summit dei 27 leader UE affronterà anche il dossier israelo-palestinese, esprimendo netta condanna verso le azioni unilaterali in Cisgiordania ma senza ancora raggiungere un accordo su sanzioni o embargo ai prodotti degli insediamenti.
L’Europa si prepara per Hormuz. Macron: ‘Noi pronti con 20 Paesi’
