Il governo italiano parteciperà al summit voluto dal Segretario di Stato americano Marco Rubio per discutere del rischio di una ripresa del terrorismo transnazionale di estrema sinistra. Dopo un confronto interno, il governo italiano, su proposta della premier Giorgia Meloni, ha scelto di inviare una delegazione politica, non di alto livello: sarà presente a Washington un sottosegretario, a testimoniare la presenza italiana in un incontro ritenuto controverso da molti osservatori europei. L’amministrazione Trump, secondo alcune valutazioni, utilizza il summit come parte di una forte presa di posizione contro il movimento Antifa, già oggetto di un ordine esecutivo che lo definisce organizzazione terroristica interna dopo l’omicidio di Charlie Kirk. Obiettivo sarebbe ora una classificazione come ‘terrorismo straniero’, che permetterebbe l’attivazione di maggiori controlli e strumenti investigativi. Questa strategia, però, suscita timori anche negli Stati Uniti rispetto a future amministrazioni. L’incontro coinvolge oltre 60 Paesi, tra cui gran parte delle nazioni europee, diversi Stati latinoamericani e asiatici. Alcuni rappresentanti di governi stranieri hanno espresso riserve sull’invito, sia per il breve preavviso sia per la mancanza di chiarezza sugli obiettivi, e hanno manifestato la volontà di partecipare principalmente con delegati di rango inferiore. Anche in Italia la discussione sul tema ha generato polemiche, con l’opposizione che ha chiesto di non partecipare, definendo l’iniziativa come una caccia alle streghe ideologica. La decisione finale del governo è di limitare la presenza italiana al livello di sottosegretario.