Il fatto: sabato scorso più di un milione di persone sono scese in piazza a Londra.
Chi manifestava e perché
- La protesta è stata organizzata da Tommy Robinson sotto lo slogan “Unite the Kingdom”. Reuters+2The Guardian+2
- I manifestanti chiedevano maggior controllo sull’immigrazione, libertà di espressione, e si dichiaravano contrari alla gestione governativa dei richiedenti asilo. AP News+1
- Era anche una manifestazione di commemorazione di Charlie Kirk, con bandiere britanniche e inglesi. Reuters+1
Una manifestazione imponente, che ha colpito per numeri e partecipazione. Eppure gran parte dei media si è limitata a liquidarla con poche parole: “raduno razzista”, “estrema destra”, “esaltati”.
È un riflesso comune nel giornalismo di oggi: etichettare subito, giudicare ancora prima di raccontare. Quasi nessuno ha dato spazio alle ragioni – giuste o sbagliate che fossero – di chi ha manifestato. Quasi nessuno ha colto il disagio che ha spinto così tante persone a scendere in piazza.
Così si crea un giornalismo che non unisce, ma divide. Che non aiuta a capire, ma a schierarsi.
Il Pantesco vuole provare un’altra strada. Sul nostro giornale online troverete due cose: notizie raccontate con il distacco del cronista – i fatti per come sono o per come appaiono – ed editoriali in cui diversi autori che credono nella libertà di espressione esporranno liberamente la loro opinione. Non cercheremo di imporre una morale, ma di offrire un punto di vista.
E sulle nostre pagine social troverete ancora qualcosa di diverso: uno spazio di confronto. Non lanceremo verdetti, ma domande. Non diremo ai lettori cosa pensare, ma inviteremo a commentare, a discutere, a confrontarsi civilmente.
Perché crediamo che ciò che manca davvero oggi non siano le opinioni forti o le prese di posizione, ma il dibattito civile. E solo da lì può nascere una comunità più consapevole e unita.


