L’Unione Europea ha presentato il Digital Networks Act (Dna) con l’obiettivo di modernizzare e armonizzare la normativa sulle reti digitali. Tra le principali novità figura l’obbligo per ogni Stato membro di elaborare un piano nazionale entro il 2029 per completare il passaggio dalla rete in rame alla fibra ottica entro il 2035. In questo processo sarà prevista la definizione delle Copper Switch-Off Areas (Cso): aree geografiche indicate dalle autorità nazionali sulla base di criteri UE, in cui verrà gradualmente interrotto il servizio su rame. I Paesi dovranno pubblicare l’elenco delle aree Cso entro maggio 2028, con la possibilità di aggiornare l’elenco secondo l’avanzamento dei lavori e le condizioni di mercato.

Il nuovo regolamento affronta anche il tema dello sviluppo del 5G, incoraggiando il coordinamento dello spettro e l’introduzione di regole che favoriscano il 5G stand-alone, fondamentale per settori come industria, logistica, sanità e difesa. Le licenze per lo spettro avranno durata illimitata e sarà creata un’autorizzazione unica UE per gli operatori satellitari, rilasciata direttamente dalla Commissione europea.

Il Dna introduce inoltre il ‘passaporto unico’ per gli operatori di telecomunicazioni, che potranno offrire servizi nell’intera UE registrandosi in un solo Paese. Sul fronte della sicurezza, la riforma prevede un piano di preparazione dedicato a rafforzare la resilienza delle reti digitali contro calamità naturali e attacchi informatici.

Nei rapporti con le grandi piattaforme digitali, la Commissione non introdurrà una tassa per l’uso delle infrastrutture di rete (‘fair share’), ma propone un sistema di conciliazione per risolvere le controversie sugli accordi commerciali e sull’utilizzo delle infrastrutture. Sono garantiti i principi della neutralità della rete, con la possibilità per Bruxelles di modificarne le regole in base agli sviluppi tecnologici.

Il Dna prevede la nascita di due nuovi organismi, il Radio Spectrum Policy Body (Rspb) e l’Office for Digital Networks (Odn), che sostituiranno le attuali strutture di governance come il Radio Spectrum Policy Group (Rspg) e l’ufficio Berec. Il regolamento raccoglie in un testo unico tutte le normative vigenti sulle comunicazioni elettroniche, la politica dello spettro radio e altre disposizioni europee.

Durante l’intera fase di transizione, saranno previste tutele per i consumatori con deroghe nei casi in cui la migrazione alla fibra non sia sostenibile o siano già disponibili servizi alternativi adeguati di connettività.