Intesa Sanpaolo ha deciso di destinare il 30% delle nuove erogazioni a medio-lungo termine, pari a oltre 110 miliardi di euro in quattro anni, al credito sostenibile. Circa 87 miliardi saranno destinati alla transizione green e 25 miliardi a progetti a impatto sociale. Il gruppo conferma anche gli impegni di decarbonizzazione in vista dell’obiettivo Net-Zero al 2050 e rafforza i traguardi da raggiungere entro il 2030 su emissioni finanziate, gestione degli attivi, assicurazioni e emissioni proprie.

Per discutere sulle evoluzioni del mercato energetico e sulle infrastrutture europee, oltre che sulle sfide climatiche attuali, Intesa Sanpaolo ha organizzato a Milano un incontro con rappresentanti delle istituzioni, della finanza e delle imprese. Secondo Enrico Giovannini di ASviS, in Italia il tema principale è ormai quello dell’adattamento climatico. Enrico Letta, presidente dell’Institut Jacques Delors, ha sottolineato l’importanza di proseguire con determinazione nella transizione sostenibile.

Nel nuovo Piano d’Impresa 2026-2029, Intesa Sanpaolo punta non solo alla decarbonizzazione, ma anche al supporto concreto alla transizione dei propri clienti. Paola Angeletti, responsabile della sostenibilità del gruppo, evidenzia che mentre molte banche hanno ridotto il loro impegno, Intesa Sanpaolo lo ha aumentato per favorire la crescita strutturale e moderna di imprese e famiglie.

Nel primo trimestre del 2026, la banca ha erogato 4,2 miliardi di euro in nuovi prestiti per la transizione sostenibile, di cui 1,4 miliardi in mutui green, rappresentando il 35% dei nuovi mutui. Le emissioni dirette di CO2 sono diminuite del 6% nel 2025 rispetto all’anno precedente e la quota di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto il 96%. Sono stati inoltre erogati 1,4 miliardi di euro per l’inclusione finanziaria e oltre 11.000 giovani sono stati raggiunti tramite iniziative a sostegno dell’istruzione, dell’orientamento e dell’occupabilità.