Secondo una ricerca Ipsos Doxa, il benessere degli italiani si sta allontanando dalla logica del controllo e della perfezione. L’85% degli intervistati prende decisioni legate al proprio benessere in base all’umore, puntando a gestire l’energia mentale invece che a raggiungere performance estreme. Solo il 7% continua a seguire regimi ultra-performativi, mentre il 61% cerca di mantenere abitudini sane senza diventare ossessivo. Cresce l’attenzione per una “soft life”: il 28% degli italiani preferisce sentirsi più leggeri e meno sotto pressione.
Il linguaggio del benessere si aggiorna: non si parla più solo di calorie e allenamenti, ma anche di “social battery”, “brain fog” e “wellness snacking”. Gli italiani desiderano monitorare soprattutto la stabilità emotiva (41%), l’energia fisica (39%) e la qualità del sonno (31%).
Emergono differenze generazionali: i Millennials ricercano l’equilibrio attraverso la pianificazione flessibile (58%) e una tecnologia poco invasiva (28%), rivolgendosi a natura e rituali strutturati per recuperare energie. La Gen Z vive una gestione più emotiva del benessere, alternando momenti di inattività a workout intensi. Per loro il benessere è fatto di oscillazioni e si aspettano dalla tecnologia maggiore empatia e adattabilità alle loro esigenze quotidiane. Preferiscono “wellness snacking” ed esperienze ludiche per ricaricarsi brevemente durante la giornata.
Anche il ruolo della tecnologia evolve: il 37% degli italiani chiede dispositivi capaci di interpretare stress, recupero e umori, non solo di quantificare l’attività fisica. Le nuove generazioni di dispositivi wearable sono pensate per adattarsi ai ritmi e bisogni individuali, con batterie a lunga durata per accompagnare stili di vita mutevoli e rendere la tecnologia un supporto costante e affidabile.
