Il prossimo mese inizierà a New York il processo contro Luigi Mangione, accusato dell’omicidio del CEO di UnitedHealthcare, Brian Thompson, ucciso il 4 dicembre 2024 nei pressi di un hotel a Manhattan. Le richieste della difesa di rendere pubblica la copertura mediatica del processo hanno incontrato una forte opposizione da parte dei pubblici ministeri. Questi ultimi temono che la presenza dei sostenitori dell’imputato possa intimidire testimoni e giurati, compromettendo la regolarità del processo. In una lettera al giudice Gregory Carro, il procuratore aggiunto Joel Seidemann ha proposto di limitare l’accesso in aula e di applicare regole severe di comportamento, suggerendo, in caso di apertura di una sala di sovraffollamento per la stampa, che questa abbia soltanto un collegamento audio per ridurre il rischio di registrazioni non autorizzate e intimidazioni.

La difesa di Mangione ha definito le restrizioni ai media incostituzionali, temendo che la selezione della stampa presente possa essere influenzata dalla corte. Secondo esperti, la strategia difensiva potrebbe mirare a sfruttare l’ampio sostegno di una parte dell’opinione pubblica, favorendo un’eventuale assoluzione tramite il cosiddetto “jury nullification”. Mangione, arrestato alcuni giorni dopo il delitto in Pennsylvania, è accusato di otto reati tra cui omicidio di secondo grado, per cui rischia fino a 25 anni di carcere. L’imputato ha respinto ogni accusa. La difesa aveva annunciato, per poi ritirare, l’intenzione di sostenere una tesi psichiatrica. Parallelamente è previsto un processo federale nell’anno successivo.