Durante l’estate, la carenza di medici nei Pronto soccorso peggiora, soprattutto nelle settimane centrali di agosto, quando le assenze per ferie si sommano a una già significativa mancanza di personale. Secondo dati della Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza (Simeu), il numero dei medici mancanti in questi reparti arriva a quasi 7.000 nel periodo di picco, rispetto ai circa 5.000 stimati su base annua. Per garantire i servizi, si ricorre sempre più spesso a medici esterni, pensionati e gettonisti, e molti professionisti sono costretti a rinunciare o rimandare le ferie.

Anche per gli infermieri la situazione è difficile: con l’attivazione dei piani ferie estivi, la forza lavoro nei turni si riduce mediamente del 25-30%. Le aziende sanitarie chiedono straordinari, prestazioni aggiuntive e riposi saltati, aumentando lo stress tra i lavoratori. Nel frattempo, gli accessi ai Pronto soccorso crescono del 15% nei mesi estivi, soprattutto tra anziani e pazienti cronici, spesso aggravati dal caldo e dalla solitudine.

Un ulteriore problema è la riduzione estiva dei posti letto nei reparti ordinari, che provoca accorpamenti e rende difficile ricoverare i pazienti. Come risultato, molti pazienti restano sulle barelle nei Pronto soccorso anche per 48-72 ore in attesa di essere trasferiti, aggravando le situazioni di disagio e aumentando il rischio di tensioni e aggressioni nei confronti del personale sanitario.