Aurimas Didzbalis, vincitore della medaglia di bronzo nel sollevamento pesi alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, è risultato positivo al doping secondo quanto comunicato dall’Agenzia Internazionale per i Test (ITA). Didzbalis, 34 anni, è uno dei sette atleti dei Giochi di Rio il cui nuovo controllo sui campioni prelevati all’epoca ha dato esito positivo grazie ai recenti progressi nelle tecniche di analisi. I campioni prelevati durante le Olimpiadi vengono conservati fino a 10 anni proprio per permettere nuovi controlli sulla base degli sviluppi scientifici nella lotta al doping.
Didzbalis, insieme ad altri tre atleti, è risultato positivo allo steroide anabolizzante Danabol. Tra i casi anche la velocista bulgara Ivet Lalova, ottava nei 200 metri femminili, trovata positiva all’ostarina, una sostanza con effetti simili agli steroidi.
In seguito alla positività, Didzbalis rischia di essere squalificato dal Comitato Olimpico Internazionale e di perdere la medaglia conquistata. In caso di squalifica, la quarta posizione nella sua gara era occupata dal thailandese Sarat Sumpradit.
Didzbalis non è nuovo a positività: aveva già fallito un controllo antidoping prima delle Olimpiadi di Londra 2012 e ai Mondiali 2017 di Anaheim, California. Tutti gli atleti individuati saranno sospesi in via provvisoria dalle rispettive federazioni internazionali.
Nel nuovo gruppo di casi di doping olimpico compaiono inoltre quattro atleti del sollevamento pesi e uno ciascuno per le discipline del judo, lotta e atletica leggera. Gli atleti coinvolti provengono da Egitto, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Lituania e Uzbekistan.
