Nella Regione Europea, l’influenza è arrivata circa un mese in anticipo rispetto agli anni scorsi, creando difficoltà ai sistemi sanitari in diversi Paesi. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la nuova variante predominante è il sottoclade K dell’influenza A(H3N2), responsabile fino al 90% dei casi confermati. Questo nuovo ceppo, pur non risultando più grave, può avere un grande impatto poiché molte persone non hanno sviluppato un’immunità specifica. Al momento, almeno 27 su 38 Paesi che comunicano i dati alla OMS segnalano livelli elevati o molto elevati di influenza. In Irlanda, Kirghizistan, Montenegro, Serbia, Slovenia e Regno Unito oltre la metà dei pazienti sottoposti a test risulta positiva. L’OMS prevede che i contagi aumenteranno ancora, con il picco atteso tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. I primi dati dal Regno Unito indicano che il vaccino attuale, pur non potendo impedire l’infezione, riduce il rischio di sviluppare forme gravi. L’OMS raccomanda la vaccinazione, in particolare per categorie a rischio come anziani, malati cronici, donne in gravidanza, bambini e operatori sanitari. I bambini sono tra i principali diffusori del virus, mentre le persone sopra i 65 anni rappresentano la maggioranza dei casi che portano al ricovero ospedaliero. La popolazione è inoltre invitata a seguire le misure di prevenzione raccomandate, come lavarsi le mani, restare a casa in caso di sintomi e indossare la mascherina in pubblico se si hanno disturbi respiratori.
Oms, l’influenza è in anticipo di 4 settimane nella Regione Europea
