La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato, con 216 voti favorevoli e 211 contrari, un disegno di legge che mira a rendere reato federale la somministrazione di trattamenti medici transgender a minori. Il provvedimento prevede pene fino a 10 anni di carcere per i medici che eseguono interventi chirurgici per l’affermazione di genere su minori o prescrivono bloccanti della pubertà. Anche i genitori o tutori legali potrebbero essere perseguiti se acconsentono o facilitano questi trattamenti per i loro figli minorenni.

Il voto ha visto il sostegno della maggioranza dei Repubblicani, anche se quattro di essi si sono espressi contro. Tre Democratici hanno invece votato a favore della legge insieme ai Repubblicani. Tuttavia, oltre 200 Democratici si sono opposti al testo, criticandone la severità e sostenendo che potrebbe limitare il giudizio medico e creare rischi legali per famiglie e professionisti sanitari.

Mike Zamore, direttore nazionale di politica e relazioni governative dell’American Civil Liberties Union, ha definito la proposta “estrema”, dichiarando che metterebbe a rischio il rapporto tra famiglie, medici e minori, consentendo allo Stato un controllo ulteriore sulla vita delle persone transgender.

Dal fronte opposto, la deputata repubblicana Nancy Mace ha sostenuto la legge affermando che non esistono bambini nati nel corpo sbagliato e che esistono solo due sessi biologici.

Resta incerto se il Senato, a maggioranza repubblicana, deciderà di portare avanti la discussione e votazione del disegno di legge. La questione dei trattamenti per la disforia di genere nei minori continua a creare divisioni sia tra i due principali partiti sia all’interno degli stessi schieramenti.