Il Comune di Pantelleria ha avviato la raccolta di proposte e manifestazioni di interesse da parte di enti, imprese e associazioni locali per la candidatura dell’isola a “Capitale Italiana del Mare 2026”. Le domande possono essere inviate entro il 12 gennaio 2026.

Una nuova candidatura, ma le dinamiche si ripetono

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha aperto il bando per il titolo di “Capitale Italiana del Mare” per il 2026, con un contributo di 1.000.000 di euro destinato al Comune vincitore per la realizzazione di un programma annuale dedicato al mare, alla cultura marina e alla sostenibilità. Pantelleria si propone come candidata, puntando sulle sue peculiarità vulcaniche e sulle tradizioni marittime, e coinvolgendo soggetti pubblici e privati del territorio.

Tuttavia, questa candidatura segue un percorso che l’attuale amministrazione aveva già intrapreso a inizio mandato con la candidatura di Pantelleria a Capitale Italiana della Cultura. In quell’occasione, dopo essere stata ammessa alla competizione, l’isola ritirò la candidatura rinunciando a compilare il dossier necessario. La gestione della candidatura fu segnata da polemiche tra i proponenti del progetto e l’amministrazione che invece di affidare ai proponenti la redazione del dossier, indisse un bando, dal quale emerse un soggetto evidentemente inadeguato, e il risultato fu il ritiro dalla competizione.

Proposte e partecipazione: incentivi deboli, rischi concreti

Anche per la candidatura a Capitale Italiana del Mare, il Comune ha scelto di raccogliere idee e progetti da terze parti, senza garantire che le proposte presentate saranno incluse nel dossier finale. È comprensibile che il Comune, in quanto gestore del progetto, mantenga la libertà di selezione, il problema però è che esso non offra alcuna garanzia che, in caso di vittoria, i proponenti dei progetti che hanno determinato la vittoria vengano poi coinvolti nello sviluppo. Il rischio è che, anche questa volta, i progetti vengano semplicemente messi a bando successivamente, lasciando poco incentivo a chi vorrebbe contribuire con idee innovative.

Questa incertezza potrebbe portare a un dossier poco competitivo rispetto agli altri concorrenti o, peggio, a un nuovo ritiro dalla competizione dopo aver annunciato la partecipazione.

L’auspicio è che questa volta la lezione del passato sia stata compresa e che Pantelleria riesca davvero a cogliere questa opportunità di rilancio e valorizzazione.

Aurelio Mustacciuoli