Un recente toolkit online pubblicato dall’Anti-Defamation League (ADL) mira a insegnare ai genitori come riconoscere e affrontare i messaggi distorti presenti nei programmi scolastici dalla scuola primaria alla secondaria. Nel materiale viene citato, tra gli altri, un video del 2017 di Vox sul conflitto israelo-palestinese, già criticato in passato per il suo presunto orientamento fazioso e che avrebbe contribuito a episodi di tensione tra studenti.
Secondo testimonianze, episodi di antisemitismo sono aumentati nelle scuole dopo il 7 ottobre, con slogan antisraeliani comparsi anche sulle lavagne in classe. Mentre i genitori segnalano che la disinformazione in materia era presente da anni, molti leader delle comunità ebraiche locali non avrebbero percepito la gravità del fenomeno, anche per una distanza rispetto alle dinamiche interne agli istituti.
I genitori si sono quindi organizzati autonomamente, fondando associazioni, influenzando le elezioni dei consigli scolastici e creando reti per far fronte a queste problematiche. Tuttavia, denunciano mancanza di risorse e un supporto insufficiente dalle organizzazioni più grandi, richiedendo maggiore ascolto e collaborazione da parte della comunità ebraica istituzionale. Esempi di iniziative attivate includono il Bay Area Center to Counter Antisemitism e il North American Values Institute, che offrono strumenti informativi e sostegno ai genitori. Questi ultimi ritengono di essere stati costretti a diventare attivisti per proteggere i propri figli e chiedono ora partnership concrete, risorse e collegamenti con media e istituzioni per contrastare in modo efficace l’antisemitismo nelle scuole.
