Il governo italiano ha imposto un fermo amministrativo di 45 giorni e una sanzione di 7.500 euro alla Sea Watch 5, nave di una ONG tedesca attiva nel Mediterraneo, accusata di non aver rispettato gli obblighi previsti durante le operazioni di soccorso. Il ministro dell’Interno Piantedosi ha sottolineato che il coordinamento delle attività di ricerca e salvataggio in mare è prerogativa esclusiva degli Stati e non può essere lasciato ai privati, ribadendo la necessità di regolamentare gli interventi delle ONG per garantire il rispetto delle normative. Il provvedimento ha provocato una dura replica da parte di Sea Watch, che ha dichiarato di non aver collaborato con le autorità libiche, definendole ‘criminali e trafficanti’, e rivendicando di aver informato Italia e Paesi europei dopo un soccorso in acque internazionali. L’organizzazione accusa il governo italiano di cooperare con autorità che userebbero navi e fondi ricevuti dall’Europa per ostacolare i soccorsi e riportare i migranti in luoghi di detenzione gestiti dai trafficanti in Libia. Sono intervenuti sulla vicenda anche rappresentanti politici come Angelo Bonelli di Europa Verde, che ha criticato la posizione del governo sulle ONG impegnate nei salvataggi. L’episodio alimenta le tensioni tra Roma e Berlino sul dossier migratorio, a pochi giorni da un incontro tra i ministri dell’Interno di Italia e Germania, durante il quale si discuterà anche la gestione dei migranti richiedenti asilo.