Quando il pianista che ascolti studiando Fisica si siede davanti a te
L’incontro a Pantelleria tra Valentina Lisitsa e Alessandro Patanè, vent’anni, pianista e studente di Ingegneria Aerospaziale. Domani Lisitsa al Giardino della Luna: «Ai ragazzi dico una cosa sola: non perdetevela».
Ci sono incontri che per qualcuno durano un pomeriggio e per qualcun altro cominciano molti anni prima.
Quello tra Alessandro Patanè e Valentina Lisitsa è cominciato davanti a uno schermo, con un pianoforte nelle cuffie e, molto probabilmente, qualche formula di troppo da mandare a memoria.
Alessandro ha vent’anni, è pantesco, ha studiato pianoforte al Conservatorio Morlacchi di Perugia e oggi studia Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Torino. La musica, però, non l’ha mai veramente lasciata.
E soprattutto non ha mai lasciato Rachmaninov.
«Quando studiavo Fisica I mettevo in sottofondo i suoi video. Rachmaninov, Chopin… Valentina per me è sempre stata una di quelle persone che guardi sullo schermo e che non immagini certo di ritrovarti un giorno davanti, a Pantelleria, a parlarci».
E invece oggi pomeriggio è successo.
Abbiamo avuto il privilegio di accompagnare Alessandro a conoscere Valentina Lisitsa, che domani sarà protagonista del secondo concerto al Giardino della Luna.
Per Alessandro l’emozione iniziale ha lasciato presto spazio alla sorpresa.
«Me l’aspettavo molto più distante. Quando una persona arriva a quel livello immagini inevitabilmente che mantenga una certa separazione. Invece è stata disponibilissima, gentile, curiosa. Dopo pochi minuti sembrava quasi di parlare con un’amica incontrata al bar».
E così quello che avrebbe potuto essere un rapido saluto è diventato una lunga conversazione sulla musica.
Su Rachmaninov, naturalmente. Sui tempi con cui viene eseguito, sulle interpretazioni che negli anni ne hanno modificato la percezione, sulla necessità di non trasformare la partitura in qualcosa di immobile.
Ma anche su un tema molto più grande: che cosa significa interpretare davvero la musica.
Lisitsa ha raccontato ad Alessandro la sua visione dei grandi concorsi pianistici, nei quali la ricerca della perfezione può finire paradossalmente per produrre esecuzioni impeccabili ma sempre più simili tra loro. Per conquistare giurie composte da sensibilità differenti, il rischio è quello di smussare gli estremi, cercare un punto medio, perdere proprio ciò che rende riconoscibile un artista.
Una riflessione particolarmente interessante detta da una musicista la cui storia è legata a un fenomeno che ha cambiato profondamente il rapporto fra interprete e pubblico: Internet.
Lisitsa è stata infatti tra i primi grandi fenomeni della musica classica nati anche attraverso YouTube. Milioni di persone hanno potuto ascoltarla senza aspettare che un concorso, un critico o un’istituzione decidesse prima chi meritasse di essere ascoltato.
In fondo Alessandro è uno di loro.
Un ragazzo su un’isola del Mediterraneo poteva aprire un computer, ascoltare una delle più celebri interpreti di Rachmaninov al mondo e poi tornare alle sue equazioni.
Fino al giorno in cui quella pianista è arrivata sulla sua stessa isola.
La conversazione ha attraversato Chopin, i grandi direttori, i pianisti del passato e persino Frank Sinatra e Schubert. Perché Lisitsa ascolta moltissima musica al di fuori del repertorio classico e, a un certo punto, ha voluto far sentire lei qualcosa a noi.
È forse questa la cosa che più ha colpito Alessandro: dietro la pianista che conosceva attraverso esecuzioni virtuosistiche quasi irreali ha trovato una persona ancora profondamente curiosa della musica.
Poi si è parlato anche di futuro.
È nata l’idea, ancora tutta da costruire, di provare a organizzare a Pantelleria una masterclass con Valentina Lisitsa.
E qui Alessandro torna immediatamente pianista.
«Una masterclass può cambiarti completamente. Ne feci una al Conservatorio di Perugia: per una settimana studiavo anche dieci ore al giorno. Alla fine ti senti un musicista diverso. Non oso immaginare cosa potrebbe significare lavorare con una figura come lei».
Domani, però, niente lezioni.
Domani si ascolta.
Alessandro ha già qualche richiesta proibitiva da tentare: lo Studio op. 39 n. 6 di Rachmaninov, il Secondo Concerto, magari lo Studio op. 25 n. 11 di Chopin.
Vedremo se la Regina di Rachmaninov avrà pietà di lui.
Ma soprattutto Alessandro ha un invito da rivolgere ai suoi coetanei panteschi.
«A tutti i ragazzi che amano la musica, anche a quelli che magari la ascoltano soltanto su YouTube o mentre studiano, direi di venire. Occasioni così a Pantelleria non capitano spesso. Puoi ascoltare questi musicisti per anni attraverso uno schermo, ma sentirli suonare a pochi metri da te è un’altra cosa. Non perdetevela».
Ha ragione.
Perché domani sera al Giardino della Luna non arriverà semplicemente una grande pianista.
Per qualche ragazzo seduto tra il pubblico potrebbe arrivare, senza che ancora lo sappia, la persona che ascolterà in cuffia per i prossimi dieci anni.
Alessandro, invece, quella persona l’ha incontrata ieri.
E per una volta ha potuto spegnere YouTube.
Editoriale del Direttore
Aurelio Mustacciuoli
