Secondo il parere del pubblico ministero di Milano Paolo Storari, Foodinho, società di delivery collegata a Glovo, continua a operare in modo illegale per quanto riguarda le retribuzioni dei rider, nonostante un recente piano di miglioramento. I compensi sono stati aumentati, ma secondo gli accertamenti dei carabinieri, ai lavoratori non viene pagato circa il 30% dell’attività svolta, poiché viene riconosciuto solo il tempo impiegato nella singola consegna e non quello di attesa tra una consegna e l’altra. Questa dinamica porta molti rider a ricevere compensi inferiori al minimo orario che la società ha dichiarato di garantire.

La Procura sottolinea che i rider dovrebbero essere assunti come lavoratori subordinati e non come autonomi, anche alla luce delle recenti norme governative, vista la presenza di poteri di direzione e controllo da parte della piattaforma. Sotto osservazione anche l’algoritmo utilizzato per determinare le paghe, ritenuto opaco e non trasparente, e la forte evasione contributiva attribuita a Foodinho, stimata in oltre 38 milioni di euro tra il 2022 e il 2024. Inoltre, vengono contestate anche violazioni delle norme su sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, elemento che contribuisce all’individuazione di uno sfruttamento lavorativo.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha stimato per il solo mese di giugno oltre 342mila ore di lavoro non riconosciute, con circa 13 ore non pagate per ciascuno dei 26mila rider coinvolti. Più della metà dei rider ha percepito compensi inferiori al minimo orario promesso.

L’Unione Sindacale di Base (USB) sostiene che l’unica forma contrattuale adeguata sia quella subordinata, applicando il contratto collettivo nazionale della logistica. Il sindacato chiede di riaprire la discussione sulla contrattualizzazione dei rider, sottolineando la necessità di tutele salariali, previdenziali e sindacali, e ribadisce che il controllo giudiziario su Foodinho non dovrebbe essere revocato finché non verrà regolamentata pienamente la situazione.